La città di Vittorio Veneto nacque ufficialmente il 27 settembre 1866 con l’unione dei preesistenti comuni di Ceneda (che diede i natali a Lorenzo Da Ponte, librettista di Salieri e Mozart) e Serravalle. Assunse il nome di “Vittorio” il 22 novembre 1866 in omaggio a Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia. L’appellativo “Veneto” era usato abitualmente soprattutto dopo la battaglia e venne ufficializzato, assieme al conferimento del titolo di città, con RD 22 luglio 1923 n. 1765.

A partire dalla fine dell’Ottocento, vennero creati dei nuovi quartieri attorno alla strada che collegava le due cittadine, l’attuale Viale della Vittoria, di modo che l’unione fosse anche fisica, e lo stesso municipio fu collocato a metà strada. Tuttavia la città continua ancora oggi a dimostrare una certa bipolarità, e in effetti Ceneda e Serravalle, nonostante la vicinanza, hanno identità storiche ben distinte.

Vittorio Veneto è stata una città italiana che fu protagonista sul fronte italo-austriaco della omonima battaglia che pose fine alle ostilità tra i due paesi sul finire della prima guerra mondiale. L’arte della Guerra ha sempre “segnato” questa città fin dalle origini: è infatti la città dove venivano forgiate le armature e le spade che resero invincibile e leggendario l’esercito della Serenissima.

L’itinerario vuole proporre un percorso tra le eccellenze manifatturiere della città e del territorio che circonda la città di Vittorio Veneto, così come vuole mettere in evidenza quelle “perle” culturali incastonate in un paesaggio da fiaba quale è il territorio della Pedemontana della Sinistra Piave.

…“Non ci riuscirete”, mi rispose egli! “Forse che no, replicai ; ma mi proverò. Scriverò la notte per Mozzart e farò conto di legger l’ inferno di Dante – Scriverò la Mattina per Martini, e mi parrà di studiar il Petrarca. La sera per Salieri, e sarà il mio Tasso” …
(Memorie di Lorenzo Da Ponte da Ceneda, scritte da esso)

Tempo:
1-2 giorni

Periodo consigliato:
Tutto l’anno

Percorrenza:
Auto / Bici / Pullman

Area:
Pedemontana sinistra Piave, da Cison di Valmarino a Sarmede

Da non perdere

Il Museo della Battaglia nasce dall’iniziativa di un ragazzo del ’99, Luigi Marson, vittoriese, che arruolato nel 2° Granatieri, importante collezionista di cimeli bellici.
Nel 2012 l’antico complesso cinquecentesco è stato oggetto di un intervento integrato che ha comportato un restauro conservativo e di consolidamento strutturale, un recupero funzionale e il rinnovo impiantistico; anche l’allestimento ha subito una radicale trasformazione, pur mantenendo, in una sezione, l’antica storia di se stesso. il complesso museale è costituito da tre edifici comunicanti di cui il corpo principale è costituito dal Palazzo della Comunità di Ceneda, realizzato per ospitare sede della municipalità. Quando nel 1866, dalla fusione delle comunità di Ceneda e Serravalle, nacque la città di Vittorio il palazzo perse la sua funzione civica. Le sale espositive sono disposte sui tre livelli del palazzo e collegate da una scala monumentale. Di notevole valore sono le decorazioni che abbelliscono l’antica sede municipale nella Loggia esterna e nel salone, destinato agli incontri del consiglio di Ceneda e denominato Aula Civica. Al piano terra, adiacente all’edificio principale si trova la piccola chiesa barocca, ormai sconsacrata, di S. Paolo al Piano, detta “San Paoletto”. In origine era la chiesa dell’attiguo cimitero (trasferito nel 1847 in quello nuovo). Sede della “Scuola della Buona morte”, che si occupava del decoro dei funerali e del seppellimento dei morti, divenne poi sede delle Confraternite di “San Filippo Neri” e della “Madonna del Carmine”. L’edificio è a semplice aula, con cantoria, battistero e altare ancora presenti. Questo spazio è dedicato, nell’allestimento museale, ad accogliere il laboratorio multimediale permanente.
ll Museo è ospitato nell’antica Loggia della Comunità di Serravalle, elegante esempio di architettura veneziana di terraferma, costruito fra il 1462 ed il 1476 dai Podestà Gabriele e Domenico Venier, sopra un precedente palazzo probabilmente trecentesco. Recenti restauri hanno permesso di riscoprire, sulla facciata dell’adiacente campanile (sec. XIV), un quadrante d’orologio che dovrebbe essere annoverato fra i più antichi d’Italia e d’Europa e di cui s’era perduta notizia fin dal 1487, anno in cui si sopraelevò la torre campanaria, sulla quale si installò un nuovo quadrante. Questi restauri hanno inoltre riportato alla luce gli affreschi quattrocenteschi che si estendono sull’intera facciata del palazzo, opera di Dario da Treviso (sec. XV) e della sua Scuola.
Il Museo, inaugurato il 2 novembre 1938, venne così denominato dal suo fondatore, l’ing. Francesco Troyer (1863-1936), perché destinato a raccogliere e valorizzare memorie archeologiche, storiche ed artistiche dell’antico territorio “Cenedese”: adagiato tra Piave e Livenza, dalla Val Belluna al mare, coincidente con la metà settentrionale dell’antica Diocesi di Ceneda (713), poi di Vittorio Veneto.
Adagiato sulle pendici della foresta del Cansiglio, all’interno di un paesaggio tipicamente prealpino dall’architettura spontanea spesso in pietra, Sarmede ha dato i natali alla famiglia di origine longobarda dei Da Camino, signori di Treviso in epoca medioevale. Il paese conserva antiche chiesette alpestri, come quella di Val e quella di Rugolo che contiene affreschi del Seicento.
Il comune ha acquistato fama in Italia e in tutta Europa, per essere la sede della scuola d’Illustrazione e come sede della Mostra Internazionale dell’Illustrazione per l’Infanzia che richiama interesse da tutto il mondo. L’idea nacque nel 1982 dal pittore cecoslovacco Stepan Zavrel, residente allora a Rugolo di Sarmede, e da un gruppo di volontari che riuscirono a dar alla luce nel 1983 la prima edizione di questa esposizione ed organizzata dalla Pro Loco di Sarmede. La Mostra Internazionale dell’Illustrazione per l’Infanzia è un’esposizione che raccoglie una vasta selezione di illustrazioni per l’infanzia provenienti da diverse culture con l’obiettivo di promuovere l’importanza e la valenza di questa espressione artistica.
L’esposizione si svolge ogni anno nel periodo che va da fine ottobre a dicembre a Sarmede (TV) nel Palazzo Municipale, trasformando il paese in quello che è stato definito come “il paese delle fiabe”.
Da visitare il Museo Zavrel, realizzato nel Palazzo Municipale di Sarmede dove sono esposte ottanta opere dell’artista e La Casa della Fantasia, uno spazio polifunzionale dedicato alla fantasia e al libro illustrat
Uno dei Borghi più belli d’Italia, Cison di Valmarino fu per secoli la piccola capitale della contea dei Brandolini. Dal 1200 al 1300 fu posseduta dai Vescovi di Ceneda per poi passare ai Caminesi. Nel 1436 passò ai Veneziani, che concessero il feudo ai capitani di ventura Erasmo da Narni e Brandolino Brandolini. Quest’ultimo ne divenne primo conte riscattandolo dal Gattamelata. La struttura fortificata, ora denominata Castelbrando” contiene all’interno un grosso complesso residenziale, ampliamenti sono stati fatti nel ‘500 e ‘700.
Cison era nota in passato per la presenza di una serie di mulini alimentati da un sistema idraulico che deviava le acque dal torrente Rujo. In questi ultimi anni il paese è al centro di manifestazioni di riscoperta dell’Artigianato (www.artigianatovivo.it) e di recupero della Via dei Mulini.

Le aziende dell’itinerario

Paola Decor VV

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Nel laboratorio di Paola Decor è tutt […]

Falegnameria Campo

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Gli artigiani e designer del legno da […]

Arte 2000

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Abilità e fantasia svelano immagini e […]

Pacchetti turistici & proposte di visita